
IL RISCHIO CYBER NON È UN PROBLEMA DELL’IT MA UN TEMA DI GOVERNANCE.
Con l’entrata a regime di NIS2, DORA e AI Act, e con l’inasprimento delle sanzioni 231 per i reati informatici, la sicurezza informatica esce dal
Anche nel 2020 i trusts sono ancora largamente fraintesi e spesso considerati come qualcosa che dovrebbe riguardare i ricchi o chi vuole nascondersi dal fisco e dai propri creditori.
Questa fama, figlia di errori commessi negli anni passati, oggi non corrisponde più al vero.
I trusts sono molto diffusi nel mondo, specialmente in quei paesi i cui sistemi giuridici affondano le proprie radici nel diritto inglese, e ormai da tempo anche in Italia.
In questi ultimi venticinque anni, infatti, dopo la ratifica della Convenzione dell’Aja 1.07.1985, l’Italia, pur in assenza di una disciplina civilistica interna, ha assistito ad uno sviluppo del trust senza paragoni, con la formazione anche di un ampio corpus giurisprudenziale e dottrinale che ha permesso all’istituto di acquisire una propria identità e stabilità.
I trusts, infatti, si rivelano particolarmente utili quando si pianifica in che modo il denaro ed i beni devono passare da una generazione all’altra, specialmente quando le strutture familiari sono complicate da divorzi e seconde nozze o caratterizzate da unioni di fatto. Tali circostanze potrebbero spiegare il crescente interesse per i trusts in numerosi paesi anche al di fuori dell’area anglosassone, come appunto l’Italia.
Di seguito, alcune delle più comuni situazioni ove i trusts sono efficacemente impiegati:
Avv. Giovanni Alessi
Dott. Giovanni Di Stefano

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L’ente gestore di edilizia residenziale pubblica che agisce per far dichiarare l’inefficacia di una disposizione testamentaria che non ha mai prodotto effetti ha interesse ad

Il 18 marzo 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento n. 2026/0074, con cui introduce la EU Inc., nuova forma societaria di diritto europeo progettata per operare nativamente su scala continentale. Concepita come alternativa alle forme nazionali esistenti e non sostitutiva di esse, la EU Inc. si caratterizza per una struttura integralmente digitale — dalla costituzione in 48 ore senza capitale minimo obbligatorio alla dematerializzazione delle partecipazioni — e per strumenti di raccolta del capitale allineati alle prassi internazionali del venture capital, inclusa l’eliminazione del valore nominale delle quote. Il contributo analizza la natura giuridica dell’istituto, le modalità di costituzione tramite il sistema BRIS e l’integrazione con il regolamento eIDAS 2.0, la struttura finanziaria, e le prospettive di adozione alla luce della tempistica negoziale annunciata dalla Commissione per la fine del 2026.

Lo scorso 9 gennaio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D. Lgs. 211/2025, attuativo della Direttiva (UE) 2024/1226, che introduce nel sistema 231 nuove fattispecie di reato connesse alla violazione delle misure restrittive dell’Unione europea. L’intervento normativo amplia il catalogo dei reati presupposto e ridefinisce il regime sanzionatorio applicabile agli enti, incidendo sul perimetro dei rischi rilevanti ai fini della compliance per le imprese operanti in contesti esposti a regimi sanzionatori internazionali.
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