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Calcio e Big Data – le nuove frontiere

Nel calcio moderno è tutto incentrato sulla ricerca dell’1% in più, il dettaglio che può sfruttare anche la minima debolezza degli avversari e fare la differenza tra vincere e perdere.

Invece di applicare semplicemente i dati alle prestazioni tattiche, le informazioni oggettive vengono ora utilizzate in tutti i club per migliorare l’efficienza e sviluppare processi che consentano al team di essere il più preparato possibile dal campo alla sala riunioni.

Più in generale, lo sport sta cominciando a comprendere meglio il potere dell’analisi delle prestazioni e ad applicare in modo più efficiente informazioni oggettive per ottenere un concreto vantaggio competitivo.

L’uso diffuso di dati avanzati nel calcio può sembrare uno sviluppo relativamente recente, ma l’analisi statistica del gioco non è una novità.

Infatti, il primo esperimento conosciuto è stato condotto negli anni ’50 da Charles Reep, un esperto contabile e appassionato di calcio, che esaminando migliaia di partite intuì che la maggior parte dei gol venivano segnati seguendo una catena di tre o meno passaggi ininterrotti.

Nonostante Reep abbia posto le basi per l’analisi di base sessant’anni fa, è stato solo alla fine degli anni ’90 che l’uso di video e dati per orientare le prestazioni ha cominciato a prendere piede in questo sport. 

Oggi, tutti gli stadi di calcio della Premier League nel Regno Unito sono dotati di una serie di telecamere digitali che registrano ogni giocatore sul campo. Ogni secondo vengono raccolti dieci punti dati per ciascuno dei 22 giocatori in campo, generando 1,4 milioni di punti dati per partita.

Gli analisti codificano i dati per identificare ogni passo, tiro o passaggio, in modo da consentire ai manager e agli analisti di performance di capire cosa è successo esattamente in ogni partita, dentro e fuori la palla. 

Nelle sessioni di allenamento, i giocatori indossano anche dei localizzatori GPS, dei sensori di accelerazione e dei cardiofrequenzimetri per analizzare le loro prestazioni di allenamento e ottimizzare la loro preparazione. Tali dispositivi di tracciamento non sono attualmente consentiti nelle partite dal vivo, ma forniscono statistiche vitali per tutto ciò che accade al di fuori della partita vera e propria.

Alcuni club hanno persino iniziato a combinare l’analisi dell’allenamento e delle prestazioni di gioco con i dati di monitoraggio di altri aspetti della vita dei loro giocatori, come la dieta e le abitudini di sonno. 

La prima fase della rivoluzione dell’analisi delle prestazioni ha visto le squadre acquisire tecnologie e competenze di analisi, ma ora l’attenzione si è spostata su come i dati disponibili vengono utilizzati e implementati, anche e soprattutto grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

In questo framework molteplici sono le criticità dal punto di vista legale, dalla profilazione degli atleti  alla gestione dei dati particolari degli stessi. Basti pensare ad esempio ai wearable devices che vengono utilizzati per monitorare le performances.

Inoltre, le grandi moli di dati rappresentano un vero e proprio patrimonio, che può essere scambiato ceduto e valorizzato, arrivando in alcuni casi a valere diversi milioni.

Chiaramente per questo tipo di cessioni servono contratti adatti redatti da esperti non solo nell’ambito tech, ma soprattutto avvocati che conoscano bene il diritto commerciale e che possano tutelare il proprietario o l’acquirente di questi dati.

In SAPG Legal i nostri professionisti coniugano una profonda conoscenza del diritto commerciale con una continua ricerca dell’innovazione, fornendo una consulenza a 360° sui big data e sui tutti gli strumenti legali atti a proteggerne ed incrementarne il valore.

Avv. Giovanni Alessi

Dott. Giovanni Di Stefano

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