
IL RISCHIO CYBER NON È UN PROBLEMA DELL’IT MA UN TEMA DI GOVERNANCE.
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In forza della Legge 14 novembre 2016, n. 220, dal 1° gennaio 2017, è entrata in vigore la nuova disciplina del cinema e dell’audiovisivo.
La normativa in esame disciplina una serie di fattispecie che di seguito si passano in rassegna; queste spaziano dal tax credit (nella duplice forma interno ed esterno) alla produzione, includendo anche la distribuzione, le sale cinematografiche e le industrie tecniche, nonché gli esercenti le sale cinema.
Viene inoltre contemplata una disciplina specifica relativa all’Imposta di registro, prevedendo contributi a fondo perduto.
Tax credit esterno.
La norma prevede che tale credito d’imposta sia riservato ad investitori esterni al settore, che effettuino apporti in denaro nell’ambito di contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza agli utili per la “produzione e distribuzione in Italia e all’estero” di opere cinematografiche e audiovisive.
Il credito è stato fissato nella misura massima del 30% dell’apporto e l’aliquota massima viene elevata al 40% nel caso di apporto in denaro effettuato per la produzione di opere che abbiano ricevuto i contributi selettivi (di cui all’art. 26, L. n. 220/2016).
Tax credit interno.
Il tax credit interno è rivolto agli operatori della filiera cinematografica ed audiovisiva. Sono previste misure agevolative per le società di produzione, le società di distribuzione, le imprese d’esercizio cinematografico e per le industrie tecniche e di post-produzione, il potenziamento dell’offerta cinematografica, l’attrazione in Italia di investimenti cinematografici.
Beneficiano di tax credit anche le imprese di produzione, per le quali è riconosciuto un credito d’imposta ricompreso tra il 15 e il 30% del costo di produzione di opere riconosciute di nazionalità italiana. L’aliquota del 30% sarà prevista in ogni caso per le opere cinematografiche. Analogamente, per le imprese di distribuzione viene riconosciuto un credito d’imposta ricompreso tra il 15 ed il 30% delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale di opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana
Per quanto concerne le sale cinematografiche ed industrie tecniche, si evidenzia il riconoscimento di un credito d’imposta la cui aliquota ha un importo modulabile compreso tra il 20 e il 40%.
Il credito di imposta è riconosciuto in relazione alle spese complessivamente sostenute per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche e dei relativi impianti e servizi accessori, nonché per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive.
Alle industrie tecniche e di post-produzione, inclusi i laboratori di restauro, è riconosciuto un credito in misura compresa tra il 20 e il 30% delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico e strutturale del settore.
Inoltre, la norma riconosce in capo agli esercenti sale cinematografiche un credito pari ad un’aliquota massima del 20%, commisurato agli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive, con particolare riferimento alle opere italiane ed europee.
La norma disciplina, altresì, il trattamento relativo all’imposizione di registro, da corrispondersi nella misura fissa di Euro 200,00, applicato agli atti di vendita totale o parziale dei diritti di sfruttamento economico dei film previsti dalla legge di riforma
Da ultimo, si ritiene opportuno evidenziare che per il quinquennio 2017-2021, vengono previsti stanziamenti per la concessione di contributi a fondo perduto, o in conto interessi, sui mutui o locazioni finanziarie finalizzati alla riattivazione di sale chiuse, realizzazione di nuove sale, aumento del numero degli schermi, nonché per la digitalizzazione di opere cinematografiche ed audiovisive.

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