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CRIPTOVALUTE COME OPZIONE DI PAGAMENTO

Sempre più esercizi commerciali (bar, ristoranti, hotel) sia in Italia che in Europa stanno iniziando ad accettare le  criptovalute come modalità di pagamento.

Una criptovaluta, infatti, ove ci sia consenso tra i partecipanti alla relativa transazione, può essere scambiata in modalità peer-to-peer senza necessità di intermediari, per acquistare beni e servizi. Dal momento che non sono regolate da enti centrali governativi, sono generalmente emesse e controllate dall’ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire.

Una deroga a tale accezione la si può individuare nella scelta socio-economica di El Salvador, il primo Stato che consentirà agli operatori economici e gli esercizi commerciali di accettare Bitcoin e inoltre, di indicare tutti i prezzi di prodotti e servizi sia in dollari sia nel quantitativo corrispondente in valuta digitale, il tutto con una eccezione: stipendi e pensioni continueranno a essere pagati in dollari con l’auspicio che tale manovra possa dare una spinta ai consumi e aumentare l’inclusione finanziaria.

In Spagna, poi, dove le criptovalute non sono riconosciute come moneta avente corso legale, lo stipendio liquidato attraverso l’utilizzo di questo mezzo di pagamento non deve eccedere una quantità superiore al 30 % del totale del salario del dipendente. Inoltre, è necessario un preventivo accordo tra datore di lavoro e lavoratore, il quale deve anche essere iscritto alla Seguridad Social e deve versare le ritenute IRPEF, facendo riferimento alla normativa che regola le stock options.

Dunque, la base imponibile è calcolata in virtù del prezzo di mercato nel momento in cui la retribuzione viene erogata.

Nel Regno Unito, invece, dal punto di vista fiscale, l’ufficio contabilità delle aziende che vogliono adottare questo metodo, elabora tutto in sterline, successivamente converte la quantità richiesta di moneta in Bitcoin per effettuare i pagamenti degli stipendi.

A differenza di altri mercati che hanno una prevedibilità maggiore, quello delle criptovalute sembra essere ancora troppo volatile. Si pensi al lavoratore che si impegni a ricevere come corrispettivo per il proprio lavoro una determinata quantità di criptovalute e osservare la somma che, a causa di un crollo del valore della valuta, si riduce drasticamente. Lo stesso dicasi per la società datrice di lavoro qualora occorra un repentino aumento di valore delle stesse che ne fa aumentare i costi fissi.

Per tali ragioni, in un periodo di così alta incertezza, ci si dovrebbe rivolgere ad esperti legali del settore che possano individuare sia potenziali criticità che eventuali vantaggi.

 

A cura dell’Avv. Giovanni Alessi e del Dott. Emiliano Guerreschi 

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