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DISPOSIZIONE TESTAMENTARIA DI ALLOGGIO E.R.P.: INEFFICACIA, NON NULLITÀ – Nota critica a Tribunale di Roma, Sez. VIII Civile, 7 aprile 2026

L’ente gestore di edilizia residenziale pubblica che agisce per far dichiarare l’inefficacia di una disposizione testamentaria che non ha mai prodotto effetti ha interesse ad agire ex art. 100 c.p.c.? La nota, muovendo da una delle prime pronunce di merito sul tema, confuta la tesi della nullità, propone una tassonomia originale delle inefficacie testamentarie per difetto di legittimazione dispositiva e sottopone a critica serrata i passaggi processuali della sentenza –dall’interesse ad agire alla legittimazione passiva, dal principio del minus al ribaltamento dell’onere probatorio – evidenziando il costo sistemico del contenzioso inutile promosso dagli enti gestori. Nota_a_sentenza_Trib_Roma_2026_Mercurio_Alessi Sentenza_Trib_Roma_2026_ANONIMIZZATA_COMPLETA A Cura di Cristina Mercurio e Giovanni Alessi

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IL D. LGS. 211/2025: L’IMPATTO DELLE VIOLAZIONI DELLE MISURE RESTRITTIVE DELL’UNIONE EUROPEA SULLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DA REATO DEGLI ENTI E LE CONSEGUENZE SULLA COMPLIANCE

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PASSAGGIO GENERAZIONALE: IL CASE STUDY DELLA SUCCESSIONE ARMANI

Il caso della successione di Giorgio Armani offre un modello avanzato di pianificazione del passaggio generazionale nelle imprese familiari. Attraverso una struttura societaria articolata, caratterizzata da categorie di azioni con diritti differenziati, dal ruolo centrale della Fondazione Giorgio Armani e dalla presenza di un fiduciario interno, il fondatore ha costruito un sistema pensato per garantire continuità, stabilità e coerenza strategica anche oltre la propria figura. L’assetto delineato evidenzia come la tutela dei legittimari possa convivere con la concentrazione del potere gestionale in soggetti selezionati, riducendo il rischio di conflitti e dispersione di governance. Al contempo, emergono criticità legate alla rigidità del modello e alla sua complessità, che impongono un’attenta valutazione delle scelte successorie. Il caso Armani dimostra l’importanza di una programmazione anticipata e consapevole, capace di integrare strumenti societari e successori per preservare la continuità dell’impresa nel lungo periodo.

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